Decreti attuativi in materia di Unioni Civili

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della giustizia Andrea Orlando, ha approvato in esame definitivo tre decreti legislativi di attuazione dell’articolo 1, comma 28, della legge 20 maggio 2016, n. 76.
Nello specifico i tre provvedimenti prevedono: un primo “pacchetto” riguardante disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato in materia di unioni civili tra persone dello stesso sesso; in secondo luogo, disposizioni per l’adeguamento delle norme dell’ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni alle previsioni della legge sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, nonché modifiche ed integrazioni normative per il necessario coordinamento con la stessa legge delle disposizioni contenute nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti e nei decreti già in vigore; infine, disposizioni di coordinamento in materia penale.
I tre provvedimenti vanno a recepire le osservazioni delle camere, introducendo alcune modifiche ad esempio, la possibilità che l’unione possa sciogliersi a mezzo lettera raccomandata laddove non vi sia congiunta decisione di porrevine al vincolo; la creazione di registri per le iscrizioni e le trascrizioni delle unioni civili, autonomi e separati rispetto a quelli di matrimonio; la facoltà dell’unito civilmente di adottare il cognome del partner, senza perdere quello d’origine e senza necessità di modifiche anagrafiche.
Ancora, i decreti attuativi precisano che, alla stregua del matrimonio, l’unione civile possa essere celebrata in pericolo di vita in nave o in aereo e che il matrimonio che sia stato contratto all’estero da cittadini italiani dello stesso sesso produca in Italia gli effetti dell’unione civile. 
Per ovviare alle problematiche legate ai c.d. “sindaci obiettori”, si prevede la possibilità di delegare le funzioni di ufficiale di stato civile per celebrare l’unione civile a consiglieri, assessori o privati cittadini provvisti dei requisiti per essere eletti consiglieri comunali.
Inoltre, la nuova disciplina delle “unioni civili” ha richiesto l’armonizzazione del Codice penale e del Codice di procedura penale, in particolare quanto alla definizione di matrimonio agli effetti della legge penale (ad esempio quale circostanza aggravante di un reato).

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