Separazione

La separazione legale coinvolge gli interessi dei coniugi e soprattutto il futuro dei figli; per questo è bene affrontare questa scelta con piena consapevolezza. La separazione non pone fine al matrimonio, né fa venir meno lo status giuridico di coniuge. Incide solo su alcuni effetti propri del matrimonio (si scioglie la comunione legale dei beni, cessano gli obblighi di fedeltà e di coabitazione). Altri effetti, invece, residuano, ma sono limitati o disciplinati in modo specifico (dovere di contribuire nell’interesse della famiglia, dovere di mantenere il coniuge più debole e dovere di mantenere, educare ed istruire la prole).

Esistono due tipi di separazione legale: la separazione consensuale e quella giudiziale. Nella consensuale i coniugi sono d’accordo su come regolare i loro rapporti e chiedono che il Tribunale prenda atto della loro volontà; nella giudiziale, invece, questo accordo non c’è ed è il Tribunale che decide, dopo gli opportuni accertamenti, le condizioni della separazione.

Diversamente dal passato, oggi la separazione può essere dichiarata per cause oggettive, cioè indipendentemente dalla colpa di uno dei due coniugi. È possibile quindi che i coniugi si separino perché avvenimenti esterni si frappongono alla coppia, perché sopraggiungono circostanze non previste, né prevedibili, al momento della celebrazione del matrimonio, perché ci si rende conto dell’esistenza di un’incompatibilità caratteriale insuperabile e, in generale, per tutti quei fatti che, usando l’espressione del legislatore, “rendono intollerabile la prosecuzione della convivenza o recano grave pregiudizio all’educazione della prole” (art. 151, 1°co. c.c.).

La Legge 8 febbraio 2006, n. 54, ha recentemente innovato la disciplina degli effetti della separazione coniugale rispetto alla prole (art. 155 c.c.). Il nucleo fondamentale della suindicata normativa è incentrato sul cosìdetto diritto alla “bigenitorialità”, in base al quale, i figli in caso di separazione personale dei genitori, conservano il diritto di mantenere un rapporto continuativo ed equilibrato con ciascuno di essi e conservano il diritto ad avere rapporti significativi con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

E’ previsto che il Giudice per realizzare tali finalità nel pronunciare la separazione personale dei coniugi, valuti preventivamente, sempre nell’interesse materiale e morale dei figli minori, la possibilità che restino affidati ad entrambi I genitori

Pertanto per affidamento condiviso deve intendesi il diritto dei figli a mantenere un rapporto continuativo con i genitori anche dopo la pronuncia della separazione, e il diritto dei medesimi di continuare a riceve cure educazione ed istruzione da entrambi i genitori.

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