La particolare tenuità del fatto

Il D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28 introduce nel nostro ordinamento penale un nuovo istituto giuridico: la non punibilità per particolare tenuità dell’offesa.

La disciplina si applica a tutti quei reati per i quali è prevista la sola pena pecuniaria o la pena detentiva non superiore a cinque anni, sia nelle ipotesi che le due tipologie di pena siano congiunte sia che siano previste in modo distinto.

La tenuità deve ritenersi esclusa e non applicabile 
quando la condotta è caratterizzata da crudeltà, motivi abietti o futili, in danno di animali, con sevizie o nei confronti di persona con minorate possibilità di difesa o quando le conseguenze procurate dall’offensore siano di particolare gravità
(morte o lesioni gravissime). La norma indica altresì i criteri per ritenere abituale il comportamento dell’offensore ed escludere, quindi, l’applicazione della norma.

Il PM debba dare avviso della propria richiesta anche alla parte querelante che non abbia espresso tale volontà e il Giudice può  pronunciare sentenza di proscioglimento SOLO se la persona offesa non si oppone.