Stupefacenti – Legislazione vigente

Il Senato ha approvato in via definitiva la legge di conversione del decreto legge n. 36/2014 in materia di disciplina delle sostanze stupefacenti, apportando peraltro varie modifiche rispetto al testo originario. le novità in sintesi:

1 Fatti di lieve entità
 

Il legislatore ha ripristinato il vecchio quadro edittale previsto per i fatti di lieve entità aventi ad oggetto le droghe “cosi dette” ‘leggere’ dal testo originario del testo unico, estendendolo peraltro anche ai fatti corrispondenti aventi ad oggetto droghe ‘pesanti’, per i quali il testo unico originario prevedeva invece la pena della reclusione da uno a sei anni.

La nuova disposizione sostituisce quella appena introdotta dal d.l. 23 dicembre 2013 n. 146, convertito dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10, che – come chiarito dalla stessa Corte costituzionale – era rimasta sinora in vigore, nonostante la declaratoria di illegittimità costituzionale delle modifiche all’art. 73 testo unico introdotte dalla legge “Fini-Giovanardi” del 2006 di cui alla sentenza n. 32/2014.

Dal momento che gli interventi effettuati concernono esclusivamente il trattamento sanzionatorio (riducendo in particolare tanto la pena detentiva minima – che da un anno scende a sei mesi – quanto la pena massima – che passa da cinque a quattro anni), varranno per la nuova norma gli approdi interpretativi cui la giurisprudenza è pervenuta rispetto alla previgente versione, e in special modo la qualificazione del quinto comma come fattispecie autonoma di reato anziché come circostanza attenuante, con conseguente sua sottrazione al giudizio di bilanciamento ex art. 69 codice penale.

Si viene quindi a creare una nuova ed autonoma norma di reato che si andrà a definire come “spaccio di lieve entità”, equiparando in questo caso tutte le sostanze ed abbassando la pena (da sei mesi ad un massimo di quattro anni).

2. Processi pendenti per fatti commessi dopo il 24/12/2013

Dal punto di vista intertemporale, il nuovo quinto comma si applicherà nei processi pendenti per i fatti  commessi dopo l’entrata in vigore del d.l. n. 146/2013, e dunque a partire dal 24 dicembre 2013, trattandosi di lex mitior sopravvenuta più favorevole ai sensi di cui all’art. 2 comma 4 codice penale.