Lesioni personali

Lesione personale.

Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale [c.p. 583], dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni [c.p. 585].

Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste negli articoli 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel numero 1 e nell’ultima parte dell’articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa [c.p. 120, 124, 365; c.p.p. 336].

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CompetenzaTrib. Monocratico; Giudice di Pace (2° comma); Trib. Monocratico (aggravanti ex art. 4 comma 3 d.lgs. n. 274 del 2000

Arresto: facoltativo

Fermo: non consentito

Procedibilità: d’ufficio; a querela di parte (2° comma)

GIURISPRUDENZA RILEVANTE

- L’elemento soggettivo è costituito dal dolo generico, ossia dalla coscienza e volontà di colpire taluno con violenza fisica (Cass. 10 dicembre 1954 n. 627; Cass. 03 febbraio 1984 n. 883).

- In tema di attività medico-chirurgica deve ritenersi che il medico sia sempre legittimato ad effettuare il trattamento terapeutico giudicato necessario per la salvaguardia della salute del paziente affidato alle sue cure, anche in mancanza di esplicito consenso, dovendosi invece ritenere insuperabile l’espresso, libero e consapevole rifiuto eventulamente manifestato dal medesimo paziente, ancorchè l’omissione dell’intervento possa cagionare il pericolo di un aggravamento dello stato di salute dell’infermo e, persino, della sua morte. In tale ultima ipotesi, qualora il medico effettui ugualmente il trattamento rifiutato, potrà profilarsi a suo carico il reato di violenza privata ma non, nel caso in cui il trattamento comporti lesioni chirurgiche ed il paziente muoia , il diverso e più grave reato di omicidio preterintenzionale, non potendosi ritenere che le lesioni chirurgiche, strumentali all’intervento terapeutico, possano rientrare nella previsione di cui all’art. 582 c.p. (Cass. 29 maggio 2002 – 11 luglio 2002 n. 26446).

- Per il tentativo di lesioni personali deve sempre procedersi d’ufficio, non essendo possibile effettuare indagini per accertare se la malattia conseguente alle lesioni, che sarebbero state cagionate ove il delitto fosse stato consumato, avrebbe avuto durata tale da rendere il reato procedibile solo a querela. (Cass. 11 novembre 1981 – 18 marzo 1982 n. 2932).