Differenza tra diffamazione e calunnia

DIFFAMAZIONE

Il reato di diffamazione, previsto dall’art. 595 c.p., è inserito nel capo relativo ai delitti contro l’onore e consiste nel fatto  di chi, comunicando con più persone, offende la reputazione di una persona non presente.

E’ necessaria la presenza di tre requisiti:

-         assenza dell’offeso: nella diffamazione, infatti, l’offeso non deve essere in  grado di percepire l’espressione oltraggiosa.

-         L’offesa deve riguardare l’altrui reputazione.

-         La comunicazione a più persone: e cioè la divulgazione ad almeno due persone del fatto offensivo; è necessario che le più persone percepiscano il fatto offensivo. Il delitto si consuma, appunto, con la percezione da parte delle due o più persone del fatto offensivo.

Per quanto specificamente riguarda il reato di diffamazione, esso si consuma anche se la comunicazione con più persone e/o la percezione da parte di costoro del messaggio non siano contemporanee ( alla trasmissione ) e contestuali ( tra di loro ), ben potendo i destinatari trovarsi persino a grande distanza gli uni dagli altri, ovvero dall’agente. Inoltre nel caso  in cui l’agente crei o utilizzi uno spazio web, la comunicazione deve intendersi diretta ad un numero indeterminato di persone.

CALUNNIA

L’articolo 368 c.p. punisce “chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni. La pena è aumentata se s’incolpa taluno di un reato per il quale la legge stabilisce la reclusione superiore nel massimo a dieci anni, o un’altra pena più grave. La reclusione è da quattro a dodici anni, se dal fatto deriva una condanna alla reclusione superiore a cinque anni; è da sei a venti anni, se dal fatto deriva una condanna all’ergastolo.

Per quanto riguarda l’elemento psicologico, si richiede la coscienza e la volontà di incolpare di un reato una persona che si sa essere innocente.

La giurisprudenza, pressocchè unanimemente, ritiene che la falsa denuncia di smarrimento di un assegno integri il delitto di Calunnia, in quanto si simula a carico del prenditore del titolo,il quale potrebbe agevolmente risalire al titolare del conto e restituire il modulo, il reato di furto o ricettazione.