Guida in stato di ebrezza

 La guida in stato d’ebbrezza è uno dei reati disciplinati dal Codice della Strada, per la precisione dall’articolo 186 (e 186 bis), che prevede un limite legale massimo il tasso alcolemico di 0,5 grammi/litro.

Le misurazioni sono effettuate con l’etilometro e l’esame è ripetuto due volte a distanza di 5 minuti l’una dall’altra, visto che la costituzione fisica del singolo individuo può alterare i risultati.

Se l’apparecchio etilometro rileva un tasso alcolemico:

  • tra 0,5 e 0,8 g/litro: sanzione da 500 a 2.000 euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi;
  • tra 0,8 e 1,5 g/litro: multa  da 800 a 3.200 euro e arresto da cinque giorni fino a un massimo di 6 mesi, a cui vanno sommati la sospensione della patente da 6 mesi a un anno con ritiro immediato (su strada) e applicazione della sospensione cautelare prefettizia;
  • oltre gli 1,5 g/litro: multa da 1.500 a 6.000 euro e arresto da 6 mesi a un anno, la sospensione della patente da uno a due anni con ritiro immediato (su strada) e applicazione della sospensione cautelare prefettizia, sequestro del veicolo salvo che il veicolo non sia intestato a una terza persona, in quest’ultimo caso la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Inoltre è prevista un’aggravante (ridetermina la pena fino a 1/3), nello specifico, gli artt. 589 e 590 in caso di omicidio colposo e di lesioni colpose gravi o gravissime causate da un soggetto in stato di ebbrezza alcolica.

Sottoporsi all’accertamento è obbligatorio. Non ci si può rifiutare, in quanto viene considerato reato ed è punito con la perdita di 10 punti della patente e le stesse pene previste per chi è stato pizzicato al volante con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/litro.

Esistono però quattro categorie di soggetti per i quali vige il divieto assoluto di guida dopo aver ingerito sostanze alcoliche, nello specifico:

  1. conducenti infraventunenni;
  2. conducenti che abbiano conseguito la patente di guida B da meno di tre anni;
  3. conducenti che effettuano “attività di trasporto di cose “ ad esempio autotrasportatori e assimilati, secondo quanto revisto dagli artt. 86,86 e 87 del Codice della Strada, o “persone” secondo quanto previsto dagli artt. 88, 89 e 90 del Codice della Strada;
  4. conducenti di autoveicoli con massa a pieno carico maggiore di 3,5 tonnellate oppure di “treno“ (autocarro con rimorchio) con massa complessiva maggiore di 3,5 tonnellate, oppure di autoarticolati, autosnodati autobus o altri mezzi adibiti al trasporto di persone con oltre otto posti disponibili.

La patente di guida è sempre revocata quando:

  • si tratta di conducenti di autobus o di veicolo destinato a trasporto merci (con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate) – per queste categorie c’è infatti l’obbligo di avere un tasso alcolemico pari a zero;
  • in caso di recidiva entro un periodo di due anni (la stessa persona compie la medesima violazione in un arco di tempo inferiore a un biennio).

La revoca della patente viene inoltre disposta quando il conducente ha tasso alcolemico superiore a 1,5 g/litroo è sotto l’effetto di droga e stupefacenti. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente sotto l’effetto di droga o alcol tutte le pene fin qui elencate sono automaticamente raddoppiate. Inoltre è disposto il fermo amministrativo per una durata di 180 giorni, salvo che appartenga a una persona estranea all’illecito.

Con l’ordinanza n. 9448, dell’11 maggio 2015, della VI sezione della Cassazione si è stabilita l’inoperatività della polizza RC auto in caso di ubriachezza del conducente.  Ai sensi dell’art. 1900 del Codice Civile, l’assicurazione non si estende ai rischi provocati volontariamente e con colpa grave del beneficiario, e trova applicazione anche nel caso in cui la condotta dolosa o colposa dell’assicurato non sia stata l’unica causa del verificarsi dell’evento dannoso.

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