Depenalizzazione reati 2016

 Il D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 7,  abroga tutta una serie di reati, per i quali era prevista la procedibilità a querela di parte, sostituendoli con illeciti civili sanzionati con pene pecuniarie civili alle quali si affianca il risarcimento del danno a favore della persona offesa.

L’intento deflazionante del carico giudiziario del giudice penale, è da rinvenire nella principale ratio della norma, prevedendo un trasferimento della trattazione delle cause in capo al giudice civile e, assicurando, si auspica, una maggiore efficacia della sanzione e del risarcimento del danno.

Con il D.Lgs. 8/2016 si è provveduto alla depenalizzazione ed alla trasformazione in illeciti amministrativi di tutti i reati puniti con la sola pena della multa o dell’ammenda, ad esclusione dei reati previsti dalla normativa sulla sicurezza pubblica, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti e il reato di immigrazione clandestina,

REATI DEPENALIZZATI:

- Falsità in scrittura privata (art. 485 c.p.);

- Falsità in foglio firmato in bianco. Atto privato (art. 486);

- Falsità su un foglio firmato in bianco diverse da quelle previste dall’art. 486;

- Uso di atto falso. Atto privato (art. 489, comma 2);

- Soppressione, distruzione e occultamento di scritture private vere (art. 490);

- Atti osceni (art. 527, comma 1);

- Pubblicazioni e spettacoli osceni (art. 528, comma 1 e 2);

- Ingiuria (art. 594);

- Sottrazione di cose comuni (art. 627);

- Danneggiamento comune (art. 635, comma 1);

- Appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito (art. 647);

- Rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto (art. 652, comma 1 e 2);

- Abuso della credulità popolare (art. 661);

- Rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive (art. 668, comma 1, 2 e 3);

- Atti contrari alla pubblica decenza. Turpiloquio (art. 726);

- Mancato rispetto dell’autorizzazione alla coltivazione di stupefacenti per uso terapeutico (art. 28, comma 2, d.p.r. 309/1990);

- Omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali (art. 2 d.l. 463/1983);

- Guida senza patente (art. 116, comma 15 D.Lgs. 285/1992);

- Omessa identificazione (art. 55, comma 1 D.Lgs. 231/2007);

- Omessa registrazione (art. 55, comma 4, D.Lgs. 231/2007);

- Impedito controllo ai revisori (art. 26 D.Lgs. 39/2010);

- Omessa trasmissione dell’elenco dei protesti cambiari da parte del pubblico ufficiale (art. 235 r.d. 267/1942);

- Emissione di assegno da parte dell’istituto non autorizzato o con autorizzazione revocata (art. 117 r.d. 1736/1933);

- Interruzione volontaria della gravidanza senza l’osservanza delle modalità indicate dalla legge (art. 19, comma 2, l. 194/1978);

- Violazione delle norme per l’impianto e l’uso di apparecchi radioelettrici privati (art. 11 r.d. 234/1931);

- Abusiva concessione in noleggio (art. 171-quater l. 633/1941);

- Omissione di denuncia di beni (art. 3 D.Lgs. luogotenenziale 506/1945);

- Alterazione del contrassegno di macchine (art. 15 l. 1329/1965);

La pretesa punitiva da parte dello Stato è subordinata alla richiesta di risarcimento del danno da parte della persona offesa (sempre che la domanda risarcitoria sia accolta), in quanto l’art. 8, comma 1 e 2, del decreto, dispone espressamente che le sanzioni civili siano applicate dal giudice competente a conoscere l’azione di risarcimento del danno il quale decide sull’applicazione della sanzione civile pecuniaria  al termine del giudizio, qualora sia accolta la domanda di risarcimento del danno avanzata dalla persona offesa. Di conseguenza, se non è accolta la domanda risarcitoria non può essere conseguentemente applicata la sanzione pecuniaria civile.

In merito ai reati tramutati in illeciti amministrativi, sarà l’autorità amministrativa competente a notificare gli estremi della violazione ai soggetti interessati, i quali potranno effettuare il pagamento in misura ridotta, pari alla metà della sanzione, oltre alle spese del procedimento, entro 90 giorni, anche in rate mensili (in numero da 2 a 8).

Per effetto del principio fondamentale del favor rei, la depenalizzazione de qua riguarderà anche i reati commessi prima dell’entrata in vigore delle novelle a meno che non vi siano state condanne passate in giudicato.