Modifica alla Legge Pinto – Equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo

La legge 24 marzo 2001, n. 89  prevede  il diritto di richiedere un’equa riparazione per il danno, patrimoniale o non patrimoniale, subito per l’irragionevole durata di un processo.

Il D.L. n. 83/2012 ha modificato la legge Pinto e all’art. 2 sono stati aggiunti i commi 2-bis e 2-ter. Il comma 2-bis dispone, tra l’altro, che “si considera rispettato il termine ragionevole (…) se il processo non eccede la durata di tre anni in primo grado, di due anni in secondo grado, di un anno nel giudizio di legittimità.”. Il successivo comma 2-ter prevede che “si considera comunque rispettato il termine ragionevole se il giudizio viene definito in modo irrevocabile in un tempo non superiore a sei anni”.

La legge di stabilità 2015 ha apportato nuove e sostanziali modifiche al testo della legge, riscrivendo le cause di esclusione dell’indennizzo, negando l’indennizzo sia alla parte soccombente condannata al risarcimento dei danni da lite temeraria ma anche  a chiunque abbia agito o resistito  in giudizio pur essendo consapevole della infondatezza delle proprie domande o difese, anche se ciò non ha determinato la condanna per lite temeraria.

Vengono inoltre introdotte alcune presunzioni di insussistenza del danno, che obbligano la parte che ha subito un processo irragionevolmente lungo a dimostrare in modo specifico e concreto il pregiudizio subito. In particolare, il danno si presume ineistente in caso di “irrisorietà della pretesa o del valore della caua , valutata anche in relazione alle condizioni personali delle parti (cd cause bagatellari).

Il comma 777 interviene sulle procedure per ottenere l’indennizzo, riducendo l’entità dell’indennizzo (passando  da una forbice di € 500-1500 allo scaglione € 400- 800 per ciascun anno che eccede il termine) e introducendo l’obbligo per la parte lesa dall’eccessiva durata di sollecitare i tribunali con rimedi preventivi della violazione del termine, che rappresentano una condizione di procedibilità della successiva domanda di riparazione del danno.

Viene modificata la competenza  territoriale che passa da quella del presidente della Corte d’appello individuato ex art. 11 del cpp a quella del presidente di Corte d’Appello del distretto in cui ha sede il giudice innanzi al quale si è svolto il primo grado del processo.

Viene infine modificato l’articolo 3, comma 7, Legge Pinto, stabilendo che l’erogazione degli indennizzi agli aventi diritto avviene “nei limiti delle risorse disponibili”. questa norma però è stata giudicata sospettabile di incostituzionalità dal Consiglio di Stato che ha chiesto la pronuncia della Corte.