Consapevolezza dello stalker

La Corte di Cassazione nella sentenza n. 43085/2015  ha statuito che per integrare il reato di atti persecutori, è irrilevante che le minacce e le molestie siano avvenute nel corso di incontri casuali con la vittima diluiti nel tempo: ciò che conta infatti è solo la consapevolezza da parte dell’agente dell’abitualità della sua condotta.

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