Trasferimento d’azienda

L’art. 2112 c.c. tutela, in termini di stabilità, i lavoratori subordinati in caso di trasferimento d’azienda. Tale normativa si applica:

  • a qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella titolarità di una attività economica, che conserva nel trasferimento la propria identità (anche in caso di usufrutto o affitto d’azienda);
  • trasferimento di parte d’azienda;

La tutela è la seguente:

  • il rapporto di lavoro continua col cessionario allo scopo di evitare che il passaggio si ripercuota sui lavoratori;
  • il lavoratore mantiene i diritti già maturati e vi è responsabilità solidale del cedente e cessionario a garanzia del soddisfacimento dei crediti vantati dal lavoratore all’epoca del trasferimento;
  • il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza;
  • il trasferimento non costituisce di per sè motivo di licenziamento;
  • il lavoratore ha diritto di presentare le proprie dimissioni nei tre mesi successivi al trasferimento quando le condizioni subiscono una sostanziale modifica.

Per poter effettuare il trasferimento è necessario attivare una procedura preventiva (L. 428/90): il cedente e il cessionario devono dare comunicazione scritta alle rappresentanze sindacali almeno 25 giorni prima che sia perfezionato l’atto, nonché ai sindacati di categoria.