Appalto

L’appalto è il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro. E’ disciplinato dagli artt. 1655 e ss.  del codice civile.

L’appalto è un contratto consensuale ad effetti obbligatori e si distingue dalla vendita  poichè questa ha ad oggetto un dare, il primo un fare; si differenzia dal contratto di lavoro autonomo in cui l’opera o il servizio possono essere compiuti anche con lavoro proprio o dei propri familiari, laddove l’appaltatore deve essere un imprenditore dotato di appositi mezzi.

L’obbligazione dell’appaltatore rientra nell’ampia categoria delle obbligazioni di risultato: essa, infatti, ha per oggetto non già la prestazione di un’attività lavorativa, ma la prestazione del risultato dell’attività lavorativa, sicché il rischio che l’attività produttiva non dia il risultato promesso grava sull’appaltatore.

Le obbligazioni dell’appaltatore

Un aspetto peculiare dell’obbligazione dell’appaltatore è costituito dalla garanzia per i vizi e le difformità dell’opera (art. 1667 c.c.).Qualora l’opera realizzata presenti vizi, ovvero difformità rispetto al progetto, il committente può richiedere, a sua scelta:

  • l’eliminazione dei vizi a cura e spese dell’appaltatore, oppure
  • la riduzione del prezzo pattuito.

In ogni caso, l’appaltante può chiedere anche il risarcimento del danno, qualora l’emersione dei vizi o delle difformità sia conseguenza di una condotta colposa dell’appaltatore. Il committente può infine richiedere la risoluzione del contratto se la res oggetto del contratto risulta del tutto inadatta all’uso a causa dei vizi.

Se, al momento della consegna, l’opera è stata accettata dalla committenza, la garanzia è limitata ai soli vizi “occulti” (cioè non immediatamente riconoscibili) odolosamente taciuti dall’appaltatore.

La garanzia opera, infine, solo se il vizio o la difformità sono denunciati all’appaltatore entro il termine di 60 giorni dalla loro scoperta. Si prescinde da tale termine solo se i vizi sono stati occultati dall’appaltatore, ovvero se sono stati da lui riconosciuti.

L’azione contro l’appaltatore si prescrive in due anni dalla consegna. Se il committente è convenuto in giudizio per il pagamento del prezzo, egli può comunque far valere la garanzia, purché abbia denunciato i vizi entro 60 giorni dalla scoperta e entro un biennio dalla consegna dell’opera.

Le obbligazioni del committente

L’obbligazione principale del committente è il pagamento del prezzo. Il corrispettivo per l’opera può essere stabilito globalmente (“a forfait” oppure detto “a corpo”) o a misura (ad esempio per euro al metro).

Se è stabilito a forfait, si ritiene comprensivo anche di eventuali variazioni (autorizzate) al progetto originario. Se le parti non lo hanno pattuito, si calcola riferendosi alle eventuali tariffe esistenti e agli usi. In mancanza di usi o tariffe, deve essere determinato dal giudice.

In ogni caso, il prezzo si intende stabilito “rebus sic stantibus“: è quindi permesso a entrambe le parti di richiedere la revisione del prezzo qualora, per effetto di circostanze imprevedibili, dopo la conclusione del contratto si siano verificate variazioni sensibili (superiori a 110) nel prezzo di materiali o mano d’opera (art. 1664 c.c.).

Recesso dal contratto

Il committente può sempre recedere dal contratto, anche se l’esecuzione abbia avuto inizio, con il solo obbligo di tenere indenne l’appaltatore delle spese sostenute, dei lavori eseguiti e del mancato guadagno.

Non è necessario motivare la decisione per il mero recesso, e fra i motivi rientra la lesione del rapporto fiduciario per inadempimenti dell’appaltatore. La motivazione diviene condizione necessaria, e valutabile da un giudice se una delle parti chiede il risarcimento del danno: diversamente da altre norme che regolano i contratti fra persone fisiche (come il licenziamento nel rapporto di lavoro), non è obbligatoria la forma scritta della motivazione.

Il committente può inoltre recedere dal contratto in caso di morte dell’appaltatore, se la persona del contraente era stata ragione determinante del contratto o se gli eredi non danno affidamento sulla buona esecuzione dell’opera.