Il leasing

I vantaggi per l’utilizzatore sono invero molteplici. Anzitutto ci si può procurare beni di rilevante valore, il cui acquisto comporterebbe esborsi superiori alle capacità di investimento. Ciò permette all’impresa di ampliare la propria capacità produttiva, diluendo nel tempo l’impegno economico. Si evita inoltre il ricorso diretto al sistema creditizio, anche se da un punto di vista sostanziale il canone afferente al leasing incorpora interessi che, in quanto tali, rendono assimilabile l’operazione a quella che scaturirebbe dalla stipulazione di un mutuo. La flessibilità del leasing consiste anche nel permettere di cogliere sul mercato le migliori possibilità economiche, scegliendo il bene che risulta esattamente confacente alle esigenze dell’utlizzatore presso un fornitore con il quale l’aspetto economico di un pagamento rateale non dovrà essere affrontato. Infatti il concedente liquiderà senza dilazione l’importo concordato, spesso potendo spuntare condizioni economicamente vantaggiose. L’aspetto relativo alla programmazione dei costi di investimento non è infine secondario: l’utilizzatore è in grado di pianificare con esattezza gli esborsi da effettuare nel corso del tempo, potendo addivenire a previsioni di bilancio più precise ed affidabili. Infine rileva l’aspetto fiscale: i canoni di leasing sono infatti integralmente deducibili dal reddito imponibile, senza che occorra mandare ad ammortamento i relativi costi come avverrebbe in un acquisto diretto per contanti.

Come detto esistono due tipi di leasing:

  • il leasing di godimento (meno tipico) in cui vi è tendenziale corrispondenza tra il corrispettivo pagato e il godimento del bene. Si assiste pertanto ad uno sfruttamento economico del bene e la rata pagata corrisponde alla perdita progressiva del valore del bene. Al momento dell’estinzione il bene avrà perso il suo valore economico e pertanto verrà restituito (così come pattuito) al concedente.
  • il leasing traslativo (di cui abbiamo parlato prima) è un contratto stipulato in funzione di un successivo effetto traslativo al fine di conseguire la proprietà della cosa. Al momento dell’estinzione del contratto il bene avrà ancora un valore economico. Vi è quindi sproporzione tra importo delle rate e progressivo decremento del valore economico del bene. Al momento dell’estinzione del contratto si consente di acquistare il bene in funzione di un ulteriore contratto l’opzione.
Cosa accade nell’ipotesi di risoluzione per inadempimento dell’utilizzatore? bisogna ancora distinguere:
  • leasing di godimento: l’utilizzatore restituirà il bene ma il concedente non deve ripetere le rate pagate.
  • leasing traslativo: l’utilizzatore restituirà il bene non acquisendone la proprietà ma il concedente dovrà ripetere le rate corrisposte salvo equo compenso e risarcimento del danno. Si applica pertanto la disciplina di cui all’art. 1526, comma 2, c.c. in materia di vendita a rate.